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Non esiste profilassi
efficace della pediculosi, se non la osservanza massima delle norme
di igiene individuale e collettiva.
Dati i molteplici contatti dei fanciulli tra loro, durante la
frequenza della scuola e fuori di essa, è molto facile il passaggio
dei pidocchi dall'uno all' altro anche attraverso lo scambio di
berretti, sciarpe e pettini.
Il fenomeno non potrà essere debellato se non vi sarà collaborazione
da parte dei genitori.
Il medico scolastico e la vigilatrice sono assiduamente impegnati ad
evitare il contagio e disponibili per dare ai genitori le istruzioni
e i suggerimenti opportuni, ma fanno appello al buon senso dei
genitori stessi perché collaborino con una assidua vigilanza
nell'interesse dei propri figli e della collettività.
IL MEDICO SCOLASTICO
LA VIGILATRICE

GENERALITA'
SULLA PEDICULOSI DEL
CUOIO CAPELLUTO
I pidocchi del
capo sono parassiti che vivono sugli esseri umani, si nutrono di
sangue e non sopravvivono a lungo (2-3 giorni) se allontanati dal
cuoio capelluto.
Si diffondono prevalentemente in condizioni di affollamento (scuole,
oratori, colonie, ecc.) e depongono uova
(LENDINI)
che si schiudono in 7-9 giorni ( un pidocchio femmina può deporre
fino a 300 uova sulla stessa persona).
Possono colpire anche persone estremamente pulite.
Le loro uova si attaccano alla base del capello con una sostanza
collosa molto resistente. le dimensioni sono tali da sfuggire al
comune pettine.
Il sintomo più caratteristico, ma non sempre presente è il prurito
al cuoio capelluto al cuoio capelluto.
COME SI ISPEZIONA
IL CUOIO CAPELLUTO
Osservando
attentamente è facile trovare le lendini, lunghe meno di un
millimetro, che si differenziano dalla forfora per la forma
ovoidale, perchè translucide, aderenti al capello dal quale possono
essere sfilate solo manualmente ad una ad una, mentre la forfora si
stacca facilmente anche soffiando.
I punti in cui più facilmente si annidano i pidocchi e le loro
lendini sono la nuca, le tempie e dietro le orecchie. Bisogna
sollevare molto lentamente i capelli facendoli scorrere contro pelo
ed esaminarli accuratamente.
I pidocchi sono di colore grigio-bruno e si vedono con difficoltà
perché solitamente si confondono con il colore dei capelli.
TRATTAMENTO
Il trattamento
è
costituito da un prodotto apposito contro i pidocchi che uccide il
parassita ma non sempre le uova, che vanno successivamente sfilate
dal capello manualmente ad una ad una.
Il trattamento con lo shampoo, anche se medicato, risulta inutile ai
fini terapeutici e preventivi, alla luce di ricerche effettuate si
consiglia l' uso di:
-Schiuma (mousse) a base di Piretrine naturali
-Gel a base di Malathion.
Per facilitare
il distacco delle uova e quindi la loro rimozione con le dita, può
essere usata una miscela calda costituita da metà acqua e metà
aceto.
Dopo una settimana, per eliminare i pidocchi nati da eventuali uova
sopravvissute, bisogna ripetere il trattamento e la sfilatura
manuale delle eventuali uova.
SI
SOTTOLINEA L' IMPORTANZA DELLA RIMOZIONE MECCANICA DELLE UOVA DEL
CAPELLO,
come unico strumento per impedire la ricomparsa dei pidocchi, vista
la possibilità di resistenza.
Va ricordato che il
trattamento non previene l'infestazione, quindi non va eseguito a
scopo preventivo.

ULTERIORI
PROVVEDIMENTI
-CONTROLLARE
tutti i componenti della famiglia
-AVVISARE
del
possibile contagio gli amici con cui il bambino è a contatto
-INFORMARE
gli
operatori dell' U.O. di Medicina Scolastica che provvederanno a
controllare la classe.
-LAVARE
in lavatrice (60°) o a secco federe, lenzuola, asciugamani e gli
indumenti a contatto con il capo e con il collo; passare
l'aspirapolvere su poltrone, divani materassini e tappeti dove i
bambini giocano. Pettini e spazzole vanno immersi in acqua bollente
per 10 minuti.
La disinfestazione dei locali non porta vantaggi poiché il pidocchio
non è in grado di sopravvivere a lungo nell'ambiente.
Come misura
preventiva e per evitare la diffusione del contagio si raccomanda
alle famiglie, oltre alla normale igiene personale del bambino, un
controllo frequente, almeno settimanale, dei capelli, soprattutto
dopo un periodo di permanenza in comunità affollate.
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